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È vero che secondo le statistiche gli svizzeri fanno 2,9 vacanze all’anno, in crescita rispetto al periodo prepandemico. È vero che i parcheggi attorno all’aeroporto di Malpensa (e in misura minore anche di Linate e Orio al Serio) strabordano di vetture targate TI. È vero che ogni volta che si va a ritemprarsi su una qualche spiaggia italiana si finisce per incontrare un altro ticinese. Ma è anche vero, purtroppo, che ci sono tante famiglie che non riescono a concedersi neanche una notte fuori casa.
Sono in particolare famiglie numerose o famiglie monoparentali, troppo indaffarate a cercare di sbarcare il lunario per poter pensare di concedersi qualche giorno di ristoro. Ed è proprio a queste famiglie che si rivolge l’offerta della Fondazione Reka Aiuto per le vacanze.
Con un contributo di soli 200 franchi, queste famiglie possono trascorrere una settimana di spensieratezza in un villaggio di vacanze Reka, in un appartamento di vacanze Reka o in un ostello della gioventù in Svizzera. La fondazione copre le spese di viaggio con i mezzi pubblici, il costo dell’affitto e, nel caso degli ostelli, anche la mezza pensione. Inoltre, vengono offerti biglietti d’entrata al museo.
“Per crescere in modo sano, i bambini hanno bisogno di contatti sociali, di fare sufficiente movimento e di svolgere attività ricreative varie”, dice al Mattino della Domenica la direttrice della Fondazione Reka Aiuto per le vacanze, Julia Scheidegger.
“Tuttavia, a molti bambini provenienti da famiglie economicamente o socialmente svantaggiate manca proprio questo. Al villaggio vacanze Reka le cose vanno diversamente. Qui incontrano coetanei, giocano insieme e si sentono parte di una comunità, senza che nessuno chieda loro da dove vengono. Possono semplicemente essere bambini”.
La Reka è una cooperativa senza scopo di lucro fondata nel 1939 a Berna da un’unione di datori di lavoro, sindacati e aziende del turismo e dei trasporti, con l’obiettivo di rendere più accessibili alla popolazione le attività per il tempo libero e le vacanze. Allora, infatti, solo una piccola parte della società sapeva cosa significasse provare l’ebbrezza delle ferie.
In un primo tempo la Reka distribuiva dei timbri di viaggio, che potevano essere utilizzati come metodo di pagamento presso gli operatori turistici. I timbri sono poi evoluti nei più noti assegni Reka, o Reka-Check, che spesso venivano forniti ai lavoratori come prestazione extrasalariale e che nei momenti di maggiore sviluppo sono arrivati a essere emessi nella misura di oltre 500 milioni di franchi all’anno.
Dopo un lento declino, legato almeno in parte alla crescente digitalizzazione, dalla fine del 2025 è cessata l’emissione di assegni Reka. Oggi la cooperativa propone carte regalo e la Reka-Card, che è stata adottata da oltre 4’500 datori di lavoro, organizzazioni e istituzioni e che mantiene la stessa funzione degli assegni.
Allo stesso tempo Reka gestisce una dozzina di villaggi di vacanze, tra cui quello recentemente rinnovato di Lugano-Albonago, e altri appartamenti che garantiscono complessivamente oltre 850’000 pernottamenti all’anno.
“La fondazione è stata istituita nel 1989 in occasione del 50° anniversario della cooperativa”, riprende la direttrice Scheidegger.
“All’epoca si chiamava Fondazione del 50° anniversario della Cassa Viaggi Svizzera. Dal 1° gennaio 2020, l’Aiuto per le vacanze e la Fondazione del Giubileo sono stati accorpati nella Fondazione Reka Aiuto per le vacanze. La fondazione offre a famiglie economicamente e socialmente svantaggiate la possibilità di trascorrere le vacanze in Svizzera. Allo stesso tempo, la fondazione sostiene campi vacanze per bambini e giovani con disabilità”.
I fondi necessari provengono dalla casa madre Reka, “ma anche da donatori privati e da altre fondazioni”, precisa Scheidegger.
L’offerta si rivolge a tutte le famiglie con almeno un figlio sotto i 18 anni, domiciliate in Svizzera, di nazionalità elvetica o con permesso di domicilio C, con un reddito inferiore a una determinata soglia.
Per una coppia con due figli il reddito massimo è di 65’000 franchi, con quattro figli di 75’000 franchi, per una famiglia monoparentale di 52’000 franchi.
Gli interessati devono compilare un formulario e allegare la documentazione necessaria. Ogni anno sono 1’000 le famiglie che possono beneficiare dell’offerta della Fondazione Reka Aiuto per le vacanze.
“Dal 2000 abbiamo aiutato circa 27’000 famiglie”, spiega Scheidegger, spiegando che negli ultimi anni la tendenza è in crescita. “Sì, a seguito della pandemia abbiamo notato un aumento delle richieste”, afferma.
In particolare, la fondazione è sempre più sollecitata da parte di famiglie monoparentali, che già oggi rappresentano la maggioranza dei beneficiari degli aiuti.
A queste famiglie sono inoltre proposti dei programmi speciali denominati “Mama plus!” e “Settimane padre-figlio” (per padri divorziati o separati) durante i quali i partecipanti possono avvalersi del sostegno di personale specializzato.
Per ora questi programmi sono disponibili solo in lingua tedesca, anche perché quasi tutte le richieste provengono dalla Svizzera tedesca. “In generale, circa l’85% delle richieste d’aiuto arriva dalla parte germanofona”, conferma la direttrice.
Ad ogni modo l’offerta si rivolge a tutta la Svizzera, per cui sono benvenute anche le candidature dal Ticino, da parte di ogni genere di famiglia.
Le testimonianze raccolte dalla fondazione mostrano come sia ampio il campo di coloro che, per un motivo o per l’altro, si trovano in ristrettezze economiche tali da non poter concedere ai propri figli neanche una gita allo zoo o un tuffo in piscina.
La settimana di vacanza in un villaggio Reka è per loro una boccata d’aria che permette di vivere momenti gioiosi e spensierati, di rafforzare i legami familiari e, non da ultimo, di sentirsi “come tutti gli altri”.
Le vacanze Reka sono il momento clou per tutta la famiglia. Per Monika Roth* e i suoi tre figli, due maschi e una femmina in età scolastica, è l’unica possibilità per andare in vacanza. «Altrimenti sarebbe troppo costoso per noi», racconta la madre single. «Non dico ai bambini che siamo poveri. Sto solo cercando di essere una famiglia normale.»
Leggi quiUna decisione positiva da parte dell’Aiuto per le vacanzeReka crea grande gioia. Intorno al periodo natalizio, Gabriela Wenger viene asapere che la sua famiglia può andare in vacanza con Reka. «Per noi è un grandedono se la nostra candidatura viene accettata. Altrimenti non potremmopermetterci una vacanza.» La famiglia Wenger comprende i genitori e i loro 11figli. Il più giovane ha 6 anni, il più grande 26 anni.
Leggi quiUna settimana di colonia in Svizzera: per molti bambini questo è un tassello scontato delle loro esperienze di vacanza. Ma è completamente diverso per le ragazze e i ragazzi affetti da autismo. Il loro desiderio di trascorrere una settimana di vacanza con altri bambini rimane spesso un sogno. Questo perché faticano a elaborare le tante nuove impressioni, il trambusto e le svolte impreviste degli eventi che spesso fanno parte di una vacanza in colonia. Per questo motivo l’associazione autismus deutsche schweiz organizza colonie di vacanza con condizioni adatte per loro. La Fondazione Reka Aiuto per le vacanze fornisce un considerevole contributo per questa causa.
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